Interessante retroscena venuto a galla in queste ore che ha coinvolto anche Giorgia Meloni e un particolare regalo ricevuto.
Non solo i primi commenti dopo il vertice Nato ad Ankara da parte di Giorgia Meloni. La Presidente del Consiglio è stata protagonista, così come gli altri leader che hanno preso parte all’incontro in Turchia, di un curioso retroscena. Il padrone di casa, Erdogan, infatti, ha deciso di omaggiare tutti i Capi di Stato e leader di Governo con un particolare dono “pericoloso”.

Giorgia Meloni e il regalo ricevuto al vertice Nato
Un regalo fuori dagli schemi ha attirato l’attenzione al termine del vertice Nato ospitato ad Ankara. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha deciso di omaggiare ciascun leader presente con un revolver personalizzato, sul quale era inciso il nome del destinatario, accompagnato da una scatola contenente munizioni vere. Tra i capi di governo che hanno ricevuto il dono figura anche la presidente del Consiglio italiana, Giorgia Meloni.
A rendere noto l’episodio è stato il primo ministro britannico Keir Starmer, che ha raccontato l’accaduto ai giornalisti durante il volo di rientro verso Londra. Il premier ha definito l’omaggio una scelta decisamente insolita, sottolineando come il gesto del presidente turco lo abbia sorpreso.
Brutte notizie per Starmer: niente regalo nel Regno Unito
Per Starmer, tuttavia, il valore simbolico del regalo si è scontrato con la normativa britannica. Nel Regno Unito, infatti, le leggi sul possesso e sull’importazione delle armi corte sono tra le più rigide al mondo. Le restrizioni sono state introdotte dopo la strage di Dunblane del 1996, evento che portò a una stretta quasi totale sulla detenzione privata di pistole e revolver.
Proprio a causa di queste disposizioni, il primo ministro britannico ha spiegato di non aver potuto riportare con sé l’arma ricevuta durante il summit. Portarla nel Regno Unito avrebbe costituito una violazione della legge, motivo per cui il revolver è stato lasciato in Turchia. Secondo quanto riferito dallo stesso Starmer, l’arma resterà ad Ankara, dove sarà resa definitivamente inservibile.